


AttualitàAttivo il servizio anti-contraffazione in Mido
Per il quindicesimo anno in fiera il servizio volto a tutelare le aziende espositrici
Oggi come ieri, a MIDO, è lotta aperta alla contraffazione, uno dei mali del nostro tempo. La contraffazione degli oggetti di moda, tra cui gli occhiali, ha raggiunto cifre da capogiro, con un giro d'affari difficilmente stimabile ma comunque elevatissimo.
Come nel recente passato, anche per la sua 40° edizione, MIDO, da sempre attenta alle esigenze di tutela della proprietà intellettuale, offre ai propri espositori il Servizio Anticontraffazione in Fiera, attivo da ormai da 15 anni: la mostra è una grande opportunità di marketing per le aziende partecipanti ma spesso ha costituito una attrazione che interlocutori sleali che cercano di approfittare di questa straordinaria vetrina per veicolare prodotti taroccati.
L'avvocato Daniela Mainini, che presiede il Servizio Anticontraffazione ed è presente personalmente in Fiera, risponde alle nostre domande e illustra caratteristiche e obiettivi del servizio.
Sappiamo tutti che il problema della contraffazione degli accessori ed in particolare degli occhiali da sole è molto diffuso. Esiste una ricetta da dare alle aziende per riuscire a sconfiggere questo male?
Se esistesse certamente l'avremmo già adottata e io non sarei qui per il quindicesimo anno consecutivo. Però la domanda è puntuale e direi che la ricetta è molteplice: in primo luogo una tutela di base. Le aziende devono imparare a tutelare in modo adeguato prima della fiera quelli che sono i propri modelli, i propri marchi e i propri brevetti. Secondariamente occorre un'attenzione particolare sia all'interno di Mido sia all'esterno a quello che è il fenomeno della contraffazione, un fenomeno in continua evoluzione perchè nella guerra tra guardi e ladri i ladri corrono molto velocemente. Le aziende non devono mai terminare la loro guerra alla contraffazione perchè, si sa, i mezzi ci sono ma vanno utilizzati in modo adeguato.
Sappiamo che oltre ad essere un problema per le aziende, utilizzare un occhiale contraffatto può creare anche problemi di salute. Crede che questo possa essere un argomento su cui far leva per sensibilizzare il pubblico a rinunciare all'acquisto del tarocco?
Innanzi tutto ricordiamo che l'Italia è il primo paese consumatore di prodotti contraffatti. Questo significa che le mamme sono le prime a dare il cattivo esempio. C'è un acquisto fatto con leggerezza questo perchè la contraffazione è sempre stata ritenuta un reato di serie B e a volte si acquista solo per relax o divertimento. Il consumatore non si rende conto di fare qualche cosa di grave, anche per la salute stessa. Nell'occhiale c'è la contraffazione di un marchio, di un brevetto ma soprattutto delle lenti che non hanno le caratteristiche della sicurezza.
Come mai il Centro Studi Anticontraffazione in Mido?Quale è la sua utilità?
Il Centro Studi nasce per primo come esperienza in Mido nel 1995. Bisogna tener presente che i mezzi di tutela giuridica a disposizione, nei pochi giorni di fiera, spesso non sono adeguatamente affrontabili da parte degli interlocutori. L'azienda, che ha soli tre giorni da dedicare al business, non ha tempo a sufficienza per tutelarsi adeguatamente. Ecco perchè è nata la necessità, per gli espositori, di avere un pronto intervento in fiera che possa tempestivamente bloccare il reiterarsi del reato. E' quindi un servizio che ha dato grande soddisfazione agli espositori e che è stato estremamente utilizzato da questi. Mido ha la facoltà di escludere quei concorrenti sleali che approfittano di milioni di interlocutori in fiera per cercare di distribuire dei prodotti contraffatti.